martedì 7 ottobre 2014

Certe notti.

Ci sono notti in cui non riesci a dormire, e ti ritrovi a fissare il soffitto della tua camera come se potesse servire a qualcosa. In verità non serve a nulla, ma solo ad aver un punto da fissare. E subito partono in quarta i pensieri più nascosti, quelli che di giorno magari accantoni e metti da parte.

Di notte nulla si può tralasciare. Di notte tutto emerge senza sconti. E il sonno sparisce come un fantasma, e resti lì a fissare un punto immaginario.
Ripensi alle parole non dette, e a quelle che ti sono nate solo dopo che la conversazione è finita.
Perché questa storia di non avere mai le parole giusto al momento opportuno, è una legge di fatto, ormai. E di notte le urla interiori fanno a botte tra di loro, perché sono state soffocate.
Già, pensieri soffocati e annegati dentro di noi.
E ci lasciamo cullare in questa tortura voluta.
Di telefonate che mai faremo e mai arriveranno.
Di fantasie che di giorno non sono ammesse.
Bisognerebbe creare un calendario notturno, perché di notte sembra che tutto ciò che sembra impossibile, diventa possibile.
Un po'  come un calendario dei desideri.
Ogni notte, un desiderio, e non dovremo più aspettare le stelle cadenti, ma i nostri sogni spiccheranno il volo verso di loro.

Vi allego un brano che da anni è la colonna sonora di certe notti:
A presto.
Un abbraccio.

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