lunedì 13 ottobre 2014

Buongiorno a tutti.
Stamattina sono caduta dal letto prima del previsto, ed ho pensato di buttare giù qualche riga.
Amo l'aria fresca del mattino, è una dose di carica e energia.
Tutto sembra perfetto, mitezza dei primi minuti da sveglia,  e la colazione che ti rimette al mondo.
Amo il primo cappuccino delle mattino preparato da me stessa, non potrei mai farne a meno.
Ho una vocazione per il cappuccino, e il rito si ripete ogni mattina,
La cosa più divertente di tutte è che ho anche letto un libro dove si parla del primo caffè del mattino. Questo libro è collegato al post delle dichiarazioni preferite.
Credetemi, è irresistibile.Non ho mai reso pubblica una recezione, ma stamattina un po' troppi cappuccino bevuti, un po' per accompagnare le prime ore del mattino, ed eccomi qua a buttare qualche riga.
Il titolo del libro è proprio il primo caffè del mattino, di Diego Galdino che ho avuto modo di conoscere ad una sua presentazione.
Un persona meravigliosa e bellissima, con un cuore pieno di vera  bellezza.
Conoscendolo ha capito perché le sue storie sono così profonde da lasciarti un segno sul cuore.
Ha tanto talento, ma è il suo successo è dovuto  anche al suo animo poetico e buono.
Ti coinvolge pagina dopo pagina.
La trama è questa:
Massimo è proprietario di un bar nel cuore di Roma, e si alza ogni mattina alle cinque, e lì prepara il primo caffè del mattino, quello che ti serve per dare quasi un senso alla giornata.
Massimo è socievole,divertente, con una grande passione per la lettura e l'arte , e tra clienti abituali (divertentissimi) è convinto che stare da solo non è così male,
Improvvisamente, in un giorno qualunque entra nel bar una ragazza dagli occhi verdi, il viso spruzzato di lentiggini e l'aria sperduta di una turista straniera, Massimo non riesce a toglierle gli occhi di dosso...
In pochi secondi riesce a far infuriare la "povera" turista, e accade il peggio che lui potesse mai sperare.
Ma la ragazza ha un segreto che la lega con una persona molto vicina a Massimo che ormai è volata in cielo.,
Massimo ormai che ha perso la testa, userà tutta la sua esperienza per corteggiarla: caffè, cappuccini, la bellezza di Roma,e il suo carattere irresistibile.
Sperando che, nonostante tutti i segreti che nasconde Geneviève , entrambi si ritrovino a volere la stessa, unica cosa: bere insieme il primo caffè del mattino. Tutte le mattine.
Non credo che esista una promessa più bella di questa.
Non credo che esista un risveglio più romantico di questo.
Insomma vale la pena di regalarsi un sogno come questo.


La mie emozioni.

Non posso chiamarla una recensione, perché mi sono innamorata di questo libro, quindi definirla  in tal modo mi sembrava troppo formale.
Cosa ho amato di questo storia? Tutto! 
Massimo è meraviglioso e simpatico, che non passa inosservato per suoi modi bizzarri e divertenti che fanno sorridere di cuore e innamorare.
Ha delle sfumature dolci, ma senza risultare troppo smielato, e con tutti gli ingredienti  giusti. 
Ci sono delle parti così divertenti che il buon umore ti invade.
E delle parti molto romantiche....che ti addormenti col libro abbracciato. 
 Massimo è troppo buffo, ma in modo delizioso e irresistibile.
Per un periodo ha accompagnato i miei sogni. :P
I suoi tentativi di conquistarla sono come i raggi che entrano dalla  finestra, e ti riscaldano il cuore. Fortunata la misteriosa Geneviève. :)
Lei è una ragazza molto introversa e chiusa, e con un delicato passato che l'ha condotta a Roma.
Un po' fredda, ma Massimo saprà come sciogliere il suo cuore. 
Lo stile di Galdino è una carezza sul cuore.
Non vi dirò altro, perché il libro merita di essere letto, quindi mi trattengo a descrivere  le cose che mi hanno conquistata. 
Condividerò solo la dichiarazione... 
Non posso esprimere quanto mi piaccia, perché nessun aggettivo renderebbe vera giustizia:


martedì 7 ottobre 2014

Certe notti.

Ci sono notti in cui non riesci a dormire, e ti ritrovi a fissare il soffitto della tua camera come se potesse servire a qualcosa. In verità non serve a nulla, ma solo ad aver un punto da fissare. E subito partono in quarta i pensieri più nascosti, quelli che di giorno magari accantoni e metti da parte.

Di notte nulla si può tralasciare. Di notte tutto emerge senza sconti. E il sonno sparisce come un fantasma, e resti lì a fissare un punto immaginario.
Ripensi alle parole non dette, e a quelle che ti sono nate solo dopo che la conversazione è finita.
Perché questa storia di non avere mai le parole giusto al momento opportuno, è una legge di fatto, ormai. E di notte le urla interiori fanno a botte tra di loro, perché sono state soffocate.
Già, pensieri soffocati e annegati dentro di noi.
E ci lasciamo cullare in questa tortura voluta.
Di telefonate che mai faremo e mai arriveranno.
Di fantasie che di giorno non sono ammesse.
Bisognerebbe creare un calendario notturno, perché di notte sembra che tutto ciò che sembra impossibile, diventa possibile.
Un po'  come un calendario dei desideri.
Ogni notte, un desiderio, e non dovremo più aspettare le stelle cadenti, ma i nostri sogni spiccheranno il volo verso di loro.

Vi allego un brano che da anni è la colonna sonora di certe notti:
A presto.
Un abbraccio.
Cosa mi resterà senza te?


Io credevo che noi eravamo un “ ci amiamo nonostante”, ed ora siamo un "ci siamo amati.
Come possono le cose cambiare così velocemente in un cambio di vento?
Dove soffierà la tua anima lontano da me?
In quale direzione si perderà il tuo sguardo?
Dimmelo, anche se fa male.
Anche se mi ammezzerà, dimmelo.
Ci sono dolori di cui non possiamo fare a meno di infliggerci.

In fila ci mettiamo, e con i volti cupi in attesa di farci annientare da ciò che non c’è più.
Non è più tempo di epifanie. 
C'è solo la fine, che arriva senza avvertirti. 
Eppure ci siamo così voluti. 
Eppure ci siamo così cercati.
Ora siamo smarriti in notti nere e buie, e giorni grigi e spenti.
Eppure prima la notte non volevamo mai che finisse, e i giorni che ci tenevano lontani non vedevamo l'ora che volassero via, per poi stringersi.
Noi non ci abbracciavamo, noi ci stringevamo. 
Puoi abbracciare quasi chiunque, ma stringere al tuo cuore non è riservato a tutti.
Lo sai che non riesco neppure stringere  più  nemmeno un banale un nodo.
Cosa mi resta? 
Cosa mi resterà senza te?


Vi allego questo pezzo meraviglioso.
A presto.